Finalmente nella pletora di auto incattivite con il mondo, dalle linee taglienti come scimitarre e dallo sguardo posseduto dal demonio, c'è chi propone un oggetto che può stare in strada come in soggiorno, disegnato come un elettrodomestico di stile e non come la solita auto tuttamuscoli anche se i muscoli poi non ci sono. Non poteva che chiamarsi Cube, con il suo tetto piatto come il coperchio di una scatola da scarpe e le fiancate diritte come il muro di casa.
A giudicare dal moltiplicarsi di prototipi, concept e proclami delle Case, il futuro prossimo dell’auto sarà per una buona parte elettrico. Ciò vale chiaramente soprattutto per le macchine di piccole dimensioni, quelle che si muovono di norma a corto raggio e che non hanno quindi bisogno di grandi autonomie e prestazioni particolarmente brillanti. In un simile scenario la Fiat, che su citycar e utilitarie ha sempre costruito la sua fortuna, non poteva certo stare con le mani in mano e aggirare il tema elettrificazione. Al Salone di Detroit ha portato così sullo stand della Chrysler la 500 Battery Electric Vehicle (o BEV, per gli amici).
A un anno esatto dal debutto in società, sulla passerella del Motor Show 2008, il 16 dicembre scorso è arrivata dai concessionari anche la versione di serie della prima city-car marchiata DR. La sigla, come forse non tutti ancora sanno, è l’acronimo delle iniziali di Di Risio, cognome dell’imprenditore molisano Massimo Di Risio, che dal dicembre 2007 ha portato la sua DR Motor Company ad essere iscritta tra le Case italiane produttrici di "autoveicoli" presso l’Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica). Mica poco per un imprenditore che fino a pochi anni fa aveva una concessionaria multimarca nella provincia di Isernia e giocava con le auto da corsa (ha vinto tra le altre cose il Challenge Ferrari nel 2002).
La Kulla potrebbe diventare la prima city car elettrica a varcare la muraglia cinese per raggiungere il mercato europeo e, se la Great Wall rispetterà programmi, la guideremo a fine 2011. Già anticipata al salone di Pechino 2008 ora non è più solamente una show car, ma un progetto autonomo al quale la Casa cinese lavora in ottica di una futura commercializzazione. A due e a cinque posti.
Vent’anni per un’automobile sono un traguardo, specialmente se ci si arriva in grande forma e senza essersi imbolsiti per adeguarsi alle mode imperanti fatte di forme e misure extralarge. No, la MX-5 coeva, giunta alla terza generazione, continua a vivere coerente con le stimmate originarie, quella della Miatina nata nel 1989 che aveva stupito e riscoperto un mercato grazie a un’equazione che sembrava irrisolvibile: spiderina all’inglese, divertente, economica e senza problemi di affidabilità. I giapponesi di Hiroshima, ispirati da un giornalista americano, avevano osato e oggi, per festeggiare la loro intuizione concedono due regalini. Il primo, quasi scontato, riguarda gli spideristi jap che si godranno la 20 years edition. Targhette celebrative finiture speciali e poco altro.
Ecco la Peugeot 207 Economique, versione ecologica dell’utilitaria francese presentata in marzo al Salone di Ginevra e caratterizzata da basse emissioni di CO2, vale a dire 99 g/km. La 207 Economique rappresenta una risposta a Seat Ibiza Ecomotive e alla futura Volkswagen Polo BlueMotion.
Questa versione è spinta dal 1.6 HDi da 90 CV, a cui è stata modificata la centralina elettronica e abbinato ad un cambio manuale a 5 marce rivisto negli innesti. Inoltre, sono state modificate alcune appendici aerodinamiche e sono stati installati pneumatici a basso rotolamento da 15 pollici, il tutto per abbassare il livello di consumo ed emissioni. Infatti, il coefficiente aerodinamico è 0,274 mentre i consumi si assestano sui 3,8 litri per 100 km.
A qualcuno piace corta, la Scénic. Lunga meno di quattro metri e mezzo (4,34 esatti, una ventina meno della sorellona), cinque posti, con vagone da gita ma senza la fila dei casinari (l’ultima, per antonomasia), da settembre in poi si farà chiamare X-Mod. Il nuovo corso ha fatto saltare i gradi: non più Grand Scénic e Scénic e basta, ma nomi diversi per sottolineare l’identità autonoma dei due modelli. Con la corta che punta a giovani coppie in odore di prole o con prole small size, e a chi tra i senior prediliga una posizione alta di guida. Per strappare così, lo spera la Régie, alcuni potenziali adepti dei crossover.





























